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La svolta

 

La bestia nell’anima non la smette di urlare. Durante il sonno la percepisco vagamente, ma al mattino quando mi sveglio mi riprende a pugni impietosa e crudele. Ad ogni pulsazione lei è là a ricordarmi, a domandarmi, a farmi piangere.

Ironia della sorte: Mas sembrava aspettarmi, avvolto nella sua bandiera della Roma e con la coccarda Ducati. Era là ad aspettarmi con uno dei nostri migliori amici; c’era tempo per salutarci, come si conviene agli umani, senza incontrare volti di amici divenuti improvvisamente nemici a causa di circostanze inspiegabili create dall’egoismo tipico della nostra razza.

Come in altri tempi io lui e Michel. Non so se sia vero quello che ho percepito, ma due anime si possono abbracciare e quando la tua anima ne abbraccia un’altra sei avviluppato da un calore estremo.

Due anime si incontrano, al di là del corpo, non esiste più dolore, né rancore, solo una pace che è possibile sentire e non spiegare.

Passati sette giorni esatti, ma infondo cos’è il tempo? E’ stato inventato da noi, per Mas non ha rilevanza. Esiste e basta, senza tempo, senza limiti.

Passati due anni esatti: due anni dalle parole dure che mi rivolse attraverso internet, nemmeno a quattr’occhi. Parole dure e brevi, parole come non aveva mai usato, parole per una sciocchezza. Ed io dall’alto della mia superbia non avevo chiesto scusa. Non era nel mio stile farlo: ho usato parole dure come le sue.

Questa l’ultima conversazione.

Dopo tre mesi l’incontro: lui freddo come non lo era mai stato, i miei sorrisi di circostanza, e lui mi era apparso diverso da come lo avevo conosciuto; lo avevo anche scritto da qualche parte che era realmente insopportabile col suo comportamento da ultra’ e le sue lodi alle ragazze straniere. I suoi viaggi tra le puttane del Sud del Mondo lo avevano reso mediocre.

C’era tempo per chiarirsi, c’era tempo per una parola che casualmente nella vita sarebbe capitata: tante amicizie finiscono, poi uno dei due getta via l’orgoglio, si fa avanti, se rimane un bel ricordo del rapporto che vale più di una parola sciocca tirata fuori per rabbia.

Un dialogo è più di due monologhi.

Invece mi rimangono una manciata di bei ricordi ed un drammatico epilogo, a cui non so dare un senso, di un’amicizia che mi fu cara.

Si racconta che Mas fosse rabbioso negli ultimi tempi; si racconta che nella sua pagina web avesse scritto qualcosa a proposito di una morte imminente e violenta; ho saputo che Mas non mi aveva più cercata ma aveva continuato a curare i rapporti con la gente che non stimavo, che mi aveva usata, umiliata, pugnalata.

Persone che non lo hanno conosciuto come l’ho conosciuto io, che non sono in grado di amare nemmeno se stesse e che ora esaltano il loro dolore inesistente pubblicando foto, pubblicizzando le serate insieme a lui, che si proclamano sue amiche quando non hanno mai cercato di capire il senso della sua rabbia, di condividere le sue passioni, la moto, il pugilato, il rischio. Persone abituate ad usare il prossimo solo per prevenire la solitudine il venerdì ed il sabato sera.

La bestia nell’anima è tutto quello che mi rimane: l’abbraccio di due anime è solo la mia impressione, in realtà ho perso, in realtà non c’è stata un’occasione per noi due, perchè se la vita continua ce ne freghiamo del passato, lo lasciamo morire guardando avanti e ripetendo gli stessi errori nel presente, perdiamo una parte di noi stessi senza badare a spese, per poi rimpiangerci quando non è possibile tornare indietro.

Chissà se a lui importerebbe ancora di me. Si racconta che cercasse una svolta nella sua vita: che era stufo di non avere una storia stabile a trent’anni passati, che voleva andare a vivere da solo ed i soldi non bastavano mai, che era stufo del precariato, dell’insicurezza del suo futuro, che lui era pronto ad aiutare tutti ma molti di quei tutti gli avevano sbattuto le porte in faccia quando chiedeva un lavoro.

Lui cercava una svolta… è finito fuori strada e l’orientamento l’ho perso anch’io con lui. 

 

Penso che ogni giorno
sia come una pesca miracolosa
e che bello restare sospesi
su di una soffice nuvola rosa
io come un gentiluomo
e tu come una sposa
mentre fuori dalla finestra
si alza in volo soltanto la polvere
c’e’ aria di tempesta.
Sara’ che noi due siamo
di un altro lontanissimo pianeta
ma il mondo da qui’ sembra soltanto
una botola segreta
tutti vogliono tutto
per poi accorgersi
che e’ niente.
Noi non faremo come l’altra gente
questi sono e resteranno per sempre
i migliori anni della nostra vita
stringimi forte
che nessuna notte e’ infinita.
Penso che e’ stupendo
restare al buio abbracciati e muti
come pugili dopo l’incontro
come gli ultimi sopravvissuti
forse un giorno scopriremo
che non ci siamo mai perduti
e che tutta quella tristezza
in realta’ non e’ mai esistita.


Video importato


 

"State vicino alle persone non solo quando hanno il pieno nell’automobile e hanno una carta di credito cicciona, statele vicino anche quando non vanno bene le cose".

Renato Zero

Categorie:Viaggi Tag:
  1. re
    6 Dicembre 2009 a 17:11 | #1

    ………………………..

  2. 7 Dicembre 2009 a 11:14 | #2

    Sempre meravigliosi i tuoi scritti. Un vero riposo per l’anima: se i tutti i blogger sapessero scrivere come te sarebbe una meraviglia…

    :-)

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